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Differenza tra EN 853 2SN e EN 856 4SP – quale tubo per quale applicazione

di Angelo Minutella | Lug 6, 2026 | Guide Tecniche

Su quasi ogni tubo oleodinamico, stampate lungo la copertura, si trovano sigle come EN 853 2SN o EN 856 4SP. A prima vista sembrano codici tecnici astratti, di quelli che si ignorano finché il tubo funziona. In realtà indicano due tubi profondamente diversi per struttura interna, pressione di esercizio e tipo di impiego.

Conoscere la differenza en 853 en 856 non è un esercizio teorico. Montare un tubo a doppia treccia dove servirebbe un tubo a quattro spirali significa avere un componente che cede precocemente sotto sforzo. Montare un quattro spirali dove ne basterebbe uno a treccia significa spendere di più e lavorare con un tubo più rigido e difficile da instradare del necessario. In entrambi i casi la scelta sbagliata costa — in denaro, in tempo o in fermo macchina. Questa guida spiega cosa significano davvero le due norme, in cosa differiscono e come scegliere quello giusto per la propria macchina.


COSA SONO LE NORME EN NEI TUBI OLEODINAMICI

Le sigle EN identificano le norme europee che definiscono le caratteristiche costruttive e prestazionali dei tubi oleodinamici. Ogni norma stabilisce la struttura del tubo, il tipo di rinforzo, le pressioni di esercizio e di scoppio minime, l'intervallo di temperatura e i metodi di prova. In pratica, la sigla EN è una garanzia che il tubo rispetta determinati requisiti tecnici verificabili.

Accanto alle norme EN esistono altri due sistemi di classificazione molto diffusi: lo standard americano SAE e quello tedesco DIN. Spesso lo stesso tubo riporta più sigle corrispondenti: un EN 853 2SN, ad esempio, equivale allo standard SAE 100 R2AT, mentre un EN 856 4SP corrisponde al DIN 20023 4SP. Sapere che queste sigle indicano lo stesso prodotto aiuta a non confondersi quando si confrontano tubi di produttori diversi.

La marcatura stampata sulla copertura del tubo è il primo punto da cui partire per identificare cosa si ha tra le mani. Riporta la norma, il diametro, talvolta la pressione massima di esercizio e il produttore. Imparare a leggerla è il modo più semplice per capire se il tubo da sostituire è un 2SN, un 4SP o un altro tipo ancora. Quando la marcatura è illeggibile per usura, l'identificazione passa attraverso la struttura del tubo e le caratteristiche del circuito su cui lavora.


EN 853 2SN - STRUTTURA E CARATTERISTICHE

Il tubo EN 853 2SN è uno dei più diffusi nel settore oleodinamico, presente su una grande quantità di macchine mobili e attrezzature idrauliche.

La sua struttura è composta da tre elementi principali. Il tubo interno è realizzato in gomma sintetica nitrilica, resistente all'olio e ai fluidi a base di petrolio. Attorno al tubo interno sono applicate due trecce di filo d'acciaio ad alta resistenza, che costituiscono il rinforzo e determinano la capacità di reggere la pressione. La copertura esterna, infine, è in gomma sintetica resistente all'abrasione, alle intemperie e all'ozono, e protegge il rinforzo dall'ambiente di lavoro.

La sigla "2SN" indica proprio questa configurazione: due trecce ("2") di tipo SN, lo standard EN 853 per i tubi a treccia metallica. La corrispondenza con lo standard americano è SAE 100 R2AT.

In termini di prestazioni, il 2SN copre un campo di pressioni di esercizio media-alta, con valori che variano in modo significativo in funzione del diametro: i diametri più piccoli reggono pressioni molto elevate, quelli più grandi pressioni inferiori. A titolo indicativo, un tubo da 3/16" può superare i 400 bar di pressione di esercizio, mentre un tubo da 1/2" si attesta intorno ai 275 bar e un 2" scende sotto i 100 bar. Il valore esatto dipende sempre dal diametro specifico e dal produttore. L'intervallo di temperatura di lavoro è tipicamente compreso tra -40°C e +100°C, con punte fino a +125°C.

Questo è un punto importante che smonta un equivoco frequente: il 2SN non è "il tubo a bassa pressione". Sui piccoli diametri regge pressioni paragonabili a quelle di tubi più strutturati. La differenza sostanziale rispetto al 4SP non sta tanto nella pressione massima sopportabile, quanto nella resistenza agli impulsi e ai cicli di pressione ripetuti — come vedremo più avanti.

Il vantaggio principale del 2SN è la flessibilità. La struttura a treccia permette al tubo di piegarsi con un raggio di curvatura relativamente ridotto, rendendolo più facile da instradare in spazi stretti e da maneggiare in fase di montaggio. È anche più economico del tubo a spirale, il che lo rende la scelta naturale per moltissime applicazioni a media-alta pressione che non richiedono prestazioni estreme.

Il suo limite emerge quando il circuito lavora con picchi di pressione frequenti e ripetuti: in queste condizioni, il rinforzo a treccia è meno resistente alla fatica rispetto a una struttura a spirale.


EN 856 4SP - STRUTTURA E CARATTERISTICHE

Il tubo EN 856 4SP è progettato per le applicazioni più gravose, dove le pressioni in gioco e le sollecitazioni cicliche superano le capacità di un tubo a treccia.

Anche in questo caso la struttura si basa su tre elementi, ma con una differenza sostanziale nel rinforzo. Il tubo interno è in gomma sintetica resistente all'olio. Il rinforzo è costituito da quattro spirali di filo d'acciaio ad alta resistenza, avvolte attorno al tubo interno e alternate a strati di gomma che le separano e le proteggono. La copertura esterna è in gomma resistente all'abrasione, alla corrosione e ai raggi UV.

La sigla "4SP" indica quattro spirali ("4") di tipo SP, lo standard EN 856 per i tubi a spirale metallica. La corrispondenza è con il DIN 20023 4SP.

Le prestazioni in pressione sono superiori a quelle del 2SN, soprattutto sui diametri medi e grandi. Il 4SP regge pressioni di esercizio elevate — indicativamente fino a circa 400 bar su diametri medi, con valori che diminuiscono sui diametri più grandi. Anche in questo caso i numeri esatti dipendono dal diametro e dal produttore e vanno verificati sul caso specifico. L'intervallo di temperatura è tipicamente compreso tra -40°C e +100°C, con punte fino a +125°C.

Il punto di forza del 4SP non è solo la pressione massima, ma soprattutto la resistenza agli impulsi e alla fatica. La struttura a spirale sopporta molto meglio i cicli di pressione ripetuti, tipici delle macchine che lavorano con movimenti continui e sbalzi di carico frequenti.

Il suo limite è speculare a quello del 2SN: la maggiore rigidità. Un tubo a quattro spirali è meno flessibile, richiede un raggio di curvatura maggiore ed è più difficile da instradare in spazi ristretti. Inoltre ha un costo superiore.


TRECCIA VS SPIRALE - LA DIFFERENZA CHE CONTA

Arrivati a questo punto, la vera differenza tra i due tubi è chiara, ed è tutta nel tipo di rinforzo. Non è semplicemente una questione di "quanti fili" hanno, ma di come quei fili sono disposti.

Nel tubo a treccia, come il 2SN, i fili d'acciaio sono intrecciati tra loro, esattamente come si intreccia una corda. Questa configurazione conferisce al tubo grande flessibilità: si piega facilmente, si adatta ai percorsi e occupa poco spazio. Regge bene le pressioni costanti, ma sotto impulsi di pressione ripetuti ad alta frequenza il rinforzo intrecciato lavora di più e si affatica prima.

Nel tubo a spirale, come il 4SP, i fili sono avvolti a spirale in strati sovrapposti, ciascuno separato da gomma. Questa struttura è più rigida ma distribuisce le sollecitazioni in modo più uniforme: il risultato è una resistenza nettamente superiore agli impulsi e alla pressione ciclica. È il motivo per cui i tubi a spirale sono la scelta obbligata per macchine che lavorano con sbalzi di pressione continui.

Questo spiega perché la scelta non si riduce alla pressione massima. Sui piccoli diametri, un 2SN può reggere pressioni molto alte — anche oltre i 400 bar. Ma se la macchina lavora con impulsi di pressione continui, è la struttura a spirale del 4SP a fare la differenza sulla durata nel tempo. La pressione massima dice solo metà della storia: l'altra metà è quanti cicli di pressione il tubo regge prima di affaticarsi.

Ecco un confronto riepilogativo dei due tubi:

EN 853 2SN

  • Rinforzo: 2 trecce di filo d'acciaio
  • Pressione: media-alta (molto alta sui piccoli diametri)
  • Flessibilità: alta, raggio di curvatura ridotto
  • Resistenza agli impulsi: buona
  • Costo: più contenuto
  • Corrispondenza: SAE 100 R2AT

EN 856 4SP

  • Rinforzo: 4 spirali di filo d'acciaio
  • Pressione: alta
  • Flessibilità: ridotta, raggio di curvatura maggiore
  • Resistenza agli impulsi: molto elevata
  • Costo: superiore
  • Corrispondenza: DIN 20023 4SP

QUALE TUBO PER QUALE APPLICAZIONE

La domanda pratica, alla fine, è sempre la stessa: quale dei due monto sulla mia macchina? La risposta dipende da come e dove il tubo deve lavorare.

QUANDO SCEGLIERE IL 2SN

Il tubo a doppia treccia è la scelta giusta per le attrezzature mobili e i sistemi a media-alta pressione che non lavorano con impulsi estremi. Trattori agricoli, dumper, attrezzature idrauliche interne, sollevatori, sistemi in cui il tubo deve piegarsi e adattarsi a percorsi articolati: in tutti questi casi la flessibilità del 2SN è un vantaggio concreto, e le sue prestazioni in pressione sono più che sufficienti.

QUANDO SCEGLIERE IL 4SP

Il tubo a quattro spirali è indicato per le macchine pesanti che lavorano ad alta pressione e con sollecitazioni cicliche intense. Escavatori, presse, attrezzature minerarie, macchinari industriali con movimenti continui e sbalzi di pressione frequenti: qui la resistenza agli impulsi del 4SP fa la differenza tra un tubo che dura e uno che cede precocemente.

I 5 CRITERI DI SCELTA

  • Per scegliere correttamente, questi sono i fattori da valutare nell'ordine:
  • Primo, la pressione di esercizio del circuito. È il dato di partenza: il tubo deve reggere con margine la pressione massima a cui lavora l'impianto.
  • Secondo, il tipo di sollecitazione. Pressione costante o impulsi ciclici frequenti? Questo determina se serve la resistenza alla fatica del 4SP o se basta un 2SN.
  • Terzo, lo spazio disponibile e il raggio di curvatura. In spazi stretti con percorsi articolati, la flessibilità del 2SN può essere determinante.
  • Quarto, il tipo di macchina e l'ambiente di lavoro. Una macchina pesante in cantiere o in cava ha esigenze diverse da un'attrezzatura agricola.
  • Quinto, la compatibilità con i raccordi. Il tubo va sempre abbinato a raccordi dello standard corretto: un tubo giusto con un raccordo sbagliato perde comunque. Su questo aspetto abbiamo dedicato una guida specifica agli errori di compatibilità tra tubo e raccordo.

GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELLA SCELTA

Anche conoscendo la differenza tra i due tubi, nella pratica si commettono alcuni errori ricorrenti che vale la pena evitare.

  1. Il primo è usare un 2SN dove servirebbe un 4SP, di solito per risparmiare o perché il tubo a treccia si piega meglio. Il tubo regge inizialmente, ma sotto gli impulsi di pressione della macchina si affatica e cede prima del previsto. Il risparmio iniziale si trasforma in un rifacimento e in un fermo macchina.
  2. Il secondo è l'errore opposto: usare un 4SP dove basterebbe un 2SN. Non causa guasti, ma comporta una spesa superiore al necessario e un tubo più rigido, più difficile da instradare e da maneggiare.
  3. Il terzo errore è non verificare la pressione reale del circuito e scegliere il tubo "a occhio" o per abitudine. Senza conoscere la pressione di esercizio effettiva, qualsiasi scelta è un'ipotesi.
  4. Il quarto è affidarsi solo al diametro senza considerare la norma. Due tubi dello stesso diametro ma di norme diverse hanno prestazioni completamente differenti: il diametro da solo non basta a definire il tubo corretto. Per questo, quando si realizza un tubo oleodinamico su misura, l'identificazione della norma corretta è parte integrante del lavoro.

DOMANDE FREQUENTI SU EN 853 2SN E EN 856 4SP

COME LEGGO LA SIGLA STAMPATA SUL MIO TUBO IDRAULICO?

La marcatura stampata lungo la copertura del tubo riporta la norma (es. EN 853 2SN o EN 856 4SP), il diametro, spesso la pressione massima di esercizio e il nome del produttore. Partire da questa sigla è il modo più rapido per identificare il tipo di tubo. Se la marcatura è illeggibile per usura, l'identificazione passa attraverso l'analisi della struttura del tubo e delle caratteristiche del circuito.

POSSO SOSTITUIRE UN 2SN CON UN 4SP?

In linea generale un 4SP regge pressioni superiori al 2SN, quindi dal punto di vista della pressione la sostituzione è possibile. Va però considerato che il 4SP è più rigido e richiede un raggio di curvatura maggiore: se lo spazio di montaggio è ridotto o il percorso è articolato, il 4SP potrebbe non essere instradabile correttamente. La sostituzione va sempre valutata sul caso specifico, considerando pressione, spazio e tipo di sollecitazione.

IL 4SP È SEMPRE MEGLIO DEL 2SN?

No. Il 4SP regge pressioni più alte ed è più resistente agli impulsi, ma non è "migliore" in assoluto. Dove le condizioni di lavoro non richiedono quelle prestazioni, il 2SN è la scelta più sensata: più flessibile, più facile da instradare e più economico. Il tubo migliore è quello adatto all'applicazione, non quello con il rinforzo più robusto.

COME FACCIO A SAPERE QUALE TUBO MONTA LA MIA MACCHINA?

Il punto di partenza è la marcatura sul tubo esistente. Se è leggibile, indica la norma del tubo originale. In assenza di marcatura leggibile, è necessario valutare la pressione di esercizio del circuito, il tipo di macchina e le condizioni di lavoro. Portare il tubo da sostituire in officina permette di identificare la norma corretta e di realizzare il ricambio con le specifiche giuste.

CHE DIFFERENZA DI PRESSIONE C'È TRA EN 853 2SN E EN 856 4SP?

Il 4SP regge pressioni di esercizio sensibilmente superiori al 2SN sui diametri medi e grandi. Sui piccoli diametri, invece, anche il 2SN raggiunge pressioni molto alte. A titolo indicativo, su diametri medi il 4SP può arrivare a circa 400 bar. I valori esatti dipendono però dal diametro specifico e dal produttore, e vanno sempre verificati sul tubo concreto. La differenza più rilevante, oltre alla pressione massima, è la resistenza agli impulsi ciclici, dove il 4SP è nettamente superiore.


RISOLVIAMO INSIEME IL TUO PROBLEMA

Nella nostra officina a Villagrazia di Carini, la scelta del tubo non parte mai dalla fretta o dall'abitudine. Parte dalla macchina, dalla pressione reale del circuito e dal tipo di sollecitazione a cui il tubo dovrà lavorare. Un EN 853 2SN e un EN 856 4SP non sono intercambiabili a piacere: ognuno ha il suo campo di impiego, e montare quello giusto è la differenza tra un tubo che dura e uno che torna in officina troppo presto.

Quando un cliente arriva con un tubo da sostituire, la prima cosa che facciamo è identificare la norma corretta — dalla marcatura se leggibile, dall'analisi del tubo e del circuito se non lo è. Solo dopo realizziamo il ricambio. È un passaggio che richiede qualche minuto in più, ma evita rifacimenti e garantisce che il tubo lavori come deve.

Se hai un dubbio su quale tubo monta la tua macchina, o se devi sostituirne uno e non sei sicuro dello standard, portalo in officina o mandami una foto della marcatura su WhatsApp. Ti dico subito di che tubo si tratta e qual è quello corretto per la tua applicazione.

Angelo — Officina TuboFlex


I dati riportati in questo articolo sono indicativi e possono essere soggetti a modifiche senza preavviso in ottica di miglioramento continuo del prodotto. L'azienda non si assume responsabilità per eventuali errori o inesattezze.

Angelo Minutella

Angelo Minutella guida Officina TuboFlex portando avanti un mestiere di precisione. Specializzato in tubi oleodinamici e revisione cilindri, applica ogni giorno lo stesso principio con diagnosi corretta, lavorazioni controllate e zero rifacimenti.